TREKKING A CAVALLO

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L’equiturismo, trekking a cavallo o trekking equestre è una pratica dell’equitazione che consiste nell’uso del cavallo per il piacere di cavalcare in luoghi lontani dalla civiltà, ad esempio nei boschi o in montagna. Normalmente lo si pratica cavalcando l’animale stesso, ma rientrano sotto questa voce anche le attività che prevedono l’uso di veicoli a trazione animale, quali carri o carrozze. Non può essere definita propriamente “disciplina sportiva”, poiché si pratica solo a scopo ricreativo; tuttavia i cavalli hanno bisogno di un adeguato allenamento per gestire tante ore di marcia.
Gli itinerari adibiti a questo scopo si chiamano ippovie. Le ippovie sono normalmente attrezzate per dare la possibilità di intraprendere un viaggio a tappe, anche di diversi giorni, appoggiandosi a strutture idonee per le soste o, ancora meglio, in agriturismi.
Non esistono particolari razze di cavalli adatte al turismo; molto spesso i cavalli sportivi (trottatori, saltatori) non più adatti alle competizioni, vengono “riciclati” per l’equitazione di campagna. Molto importante, invece, è che siano docili e tranquilli: non si devono spaventare se passa un’automobile, una motocicletta, una bicicletta, un cane, un fagiano, ecc.

TIPI DI EQUITAZIONE

In una classificazione approssimativa, si distinguono i seguenti tipi di monta:

  • da lavoro: tutti quei tipi di monta che hanno avuto o hanno a che fare con attività di tipo lavorativo col cavallo, prevalentemente per l’allevamento del bestiame.
  • Americana o Western dei cowboy americani
  • Vaquera dei gaucho argentini e degli spagnoli
  • Maremmana dei butteri maremmani

ANDATURE A CAVALLO

  • il passo è l’andatura più lenta del cavallo (raggiunge una velocità che varia da 5 a 7 km/h). Questo tipo di andatura viene definito simmetrico perché l’appoggio delle due zampe anteriori avviene secondo intervalli di tempo regolari, e basculato perché il cavallo compie un movimento in verticale con il collo per darsi la spinta necessaria a portarsi avanti anche con il resto del corpo. Il cavallo poggia gli arti uno per volta, uno dopo l’altro, pertanto si riconoscono quattro tempi: anteriore destro, posteriore sinistro, anteriore sinistro e posteriore destro. A seconda della lunghezza del passo, distinguiamo un passo corto, un passo medio (in cui lo zoccolo posteriore del cavallo poggia sull’orma appena lasciata dallo zoccolo anteriore) e un passo lungo (in cui lo zoccolo posteriore del cavallo poggia davanti all orma appena lasciata dallo zoccolo anteriore).
  • Il trotto. È un’andatura saltata in due tempi per bipedi diagonali in questa successione: posteriore destro con l’anteriore sinistro (diagonale sinistro), posteriore sinistro con l’anteriore destro (diagonale destro). A questa andatura il cavallo raggiunge una velocità che varia dai 10 ai 55 km/h nelle corse al trotto. Nel trotto battuto (detto anche trotto leggero) il cavaliere si distacca dalla sella alzando e abbassando ritmicamente il bacino. Nel trotto seduto (detto anche trotto di scuola) invece si rimane seduti in sella seguendo il movimento del cavallo con il bacino.
  • Il galoppo è l’andatura naturale più veloce e si svolge in quatto tempi, ma vi sono variazioni relative alla velocità da ottenere. Con posteriore destro che guida l’azione, la sequenza è: posteriore sinistro, bipede diagonale sinistro, anteriore destro, seguiti da un tempo di sospensione (quarto tempo). La gamba che “guida” l’azione viene distesa fino alla linea immaginaria tracciabile dalla punta del muso al terreno che alla massima estensione può essere superata. Un Purosangue inglese lanciato al galoppo può raggiungere, anche se solo per pochi minuti, i 70 km/h.